Una nuova generazione di turismo grazie alla creatività: il turismo creativo.

Il turismo creativo è una nuova forma di turismo che è stato definito dall’UNESCO come “un viaggio diretto verso un’esperienza autentica ed impegnata, con apprendimento partecipativo nelle arti, nella cultura o nella vita di personaggi del luogo, che fornisce un legame con chi vive in questo luogo e genera questa cultura vivente”.
Si tratta di una nuova forma di fare turismo dove i turisti stessi sono coinvolti in attività creative con la popolazione locale. Le attività offerte dal turismo creativo riguardano aspetti della vita quotidiana come, ad esempio, cucinare –cucire –lavorare unite ai propri hobby e piaceri. Proprio per questo motivo, si tende a parlare di “turismo ibrido”. La peculiarità di ogni attività è la sua stretta relazione con l’identità locale e con il territorio: ogni attività è espressione autentica del carattere della destinazione conferendo al turista un’ esperienza originale. L’approccio con cui viene svolta ogni attività è di tipo cognitivo, ovvero si tratta di un vero e proprio momento di apprendimento in cui il turista è chiamato ad imparare una determinata attività. Un altro aspetto fondamentale, deriva dal fatto che col turismo creativo si innesta un contatto tra turista e residente coinvolgendoli, reciprocamente, in un processo di collaborazione verso un ruolo creativo: il residente, che cerca di coinvolgere il turista, ed il turista stesso che, sempre creativamente, si immerge nel luogo e viene integrato nel territorio, come se fosse un vero e proprio residente.
A conferma di tali considerazioni, il turismo creativo è considerato un turismo di nuova generazione in quanto:

  •  si focalizza maggiormente sulla cultura e sulla storia di un luogo, non tanto dal punto di vista materiale e tangibile (musei, edifici, monumenti storici), ma piuttosto su ciò che sono le abitudini dei residenti, la vita nelle vie della città, gli usi ed i costumi (patrimonio intangibile);
  •  vi è un forte coinvolgimento da parte del turista nel luogo, nella sua cultura e con le persone del luogo, sia dal punto di vista educativo e sociale che emozionale e partecipativo;
  • anche i manager di ogni destinazione turistica sono chiamati ad essere creativi ritrovandosi a riconoscere gli aspetti creativi come una risorsa utile volta a creare nuove opportunità per soddisfare le esigenze dei nuovi turisti;
  • grazie al suo carattere destagionalizzante permette un’attività turistica continuativa in molte destinazioni turistiche;
  • la capacità di armonizzarsi perfettamente con altri segmenti turistici, come il turismo gastronomico, i soggiorni linguistici, l’enoturismo, lo slow tourism, permette di creare economie di scala e sinergie a livello promozionale.

Il turismo creativo si è diffuso in tutto il mondo grazie alla “Rete Internazionale per la Promozione del Turismo Creativo”, chiamata “Creative Tourism Network”. Tale network è stato fondato nel 2010 a Barcellona dalla Fundació Societat i Cultura (FUSIC), la stessa che nel 2005 si fece promotrice della piattaforma Barcelona Turismo Creativo. Da questi e molti altri siti si può accedere a piattaforme che consentono di scegliere l’esperienza che più affascina e quindi anche la destinazione. Se da una parte questo tipo di attività fa sì che i partecipanti possano ingrandire il loro bagaglio culturale e umano attraverso la partecipazione a corsi, workshop e seminari, dall’altra anche la popolazione autoctona ne trae vantaggio. Innanzitutto migliora la loro qualità di vita in quanto si sentono più apprezzati nelle loro attività e perciò vengono stimolati sempre di più alla conservazione delle proprie tradizioni.

Un esempio di turismo creativo è rappresentato da “ www.studiainitalia.com”, ossia un sito pensato interamente a coloro che vogliono programmare e vivere un’esperienza in Italia ponendo come punto fondamentale il turismo creativo. All’interno del sito è possibile infatti creare il proprio soggiorno scegliendo tra numerose:

  • località: Genova, Firenze, Bologna fino al Sud Italia con Taormina, Sorrento, Tropea;
  • attività: corsi di cucina, di sport, di storia, d’arte, di lingua, di musica classica e creazione di gioielli.

Oltre a ciò, viene inoltre data la possibilità di poter scegliere solo il corso o in aggiunta anche il soggiorno così da vivere con totale unicità l’esperienza.
Il fenomeno affonda le sue radici a Barcellona con la prima piattaforma per il turismo creativo. Esso infatti possiede un programma speciale finalizzato ad offrire un nuovo modo di scoprire la città, una nuova generazione di turismo culturale che offre ai viaggiatori la possibilità di conoscere i luoghi, facendo invece che guardando. Grazie a quest’ottica, sarà possibile realizzare le scarpe nel laboratorio di un famoso stilista oppure seguire laboratori di artigianato tradizionale o infine immergervi nel mondo della pittura e della scultura. Anche in questo caso, grazie al sito “www.barcelonacreativa.info” viene data la possibilità ai visitatori di scoprire la città di Barcellona e i suoi dintorni in modo creativo, di interagire con la gente del posto e di sentirsi come la gente del posto.
Turismo creativo è anche negli USA, precisamente a Santa Fe che ha legato il proprio successo turistico grazie al distretto degli artisti. Questa località presenta un calendario vastissimo di attività durante tutto l’anno e può esserne d’esempio il “Wine and Chile Fiesta” ( www.santafewineandchile.org ).

In conclusione, il concetto di turismo creativo si rivela molto utile per costruire nuove esperienze e prodotti attorno alle risorse e alle tipicità dei luoghi. In molti casi rappresenta un’occasione per avviare una collaborazione duratura fra il settore dell’ospitalità e gli altri rami artistici e produttivi di una destinazione.

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