Turismo verde ad Aragón come fuga dalle città

Il dialogo aperto con i gestori dei complessi turistici all’estero si ritengono utili a interpretare un lavoro che si avvicina sempre di più ai clienti che fuggono dalle città il fine settimana per “recargar las pilas”.

Ci troviamo in Spagna, nella provincia di Aragòn tra Zaragoza e Madrid, ad Aniñón, un paesino della ricca e artistica comunità di Calatayud dove intervistiamo un operatore turistico che ha iniziato insieme ad altri albergatori a migliorare l’offerta turistica verde. L’intervista ci farà capire come nelle località di minore flusso turistico si verificano dei movimenti di bassa stagione o solo di fine settimana che generano uno stato di pace ai turista che per scelta si isolano come ci menziona il gestore del complesso turistico.

In che anno è stato aperto il complesso turistico e com’è strutturato?

È stato aperto nel 2014 e comprende un ristorante, 24 appartamenti e 16 posti letto nell’ostello all’ultimo piano. Di anno in anno ampliamo la terrazza che viene utilizzata 6 mesi all’anno.

Indica tre motivi per soggiornare presso la Vostra struttura ricettiva.

Il primo per visitare il Monasterio de la Piedra, attrazione naturalistica principale della zona.

Il secondo in riferimento ai clienti che arrivano dalle città (Madrid, Zaragoza e le città della costa) per la tranquillità del paese e il vivere in silenzio dalla mattina alla sera.

Il terzo motivo è la vicinanza per l’interessante sito del patrimonio dell’UNESCO dell’arte Mudejar, la Iglesia de Santa Tecla a 2 km dal nostro paese, Aniñón.

Perché il complesso turistico si denomina Lifara?

Siamo partiti denominando Lifara solo il ristorante, perché era semplicemente una parola aragonese che significa merenda poi l’abbiamo esteso a l’intera struttura ricettiva come luogo di incontro e soprattutto di passaggio per i turisti nazionali. Invece, l’ostello si denomina El Castillo per la posizione alta che assume nel paese insieme alla chiesa.

In che modo si sente supportato dagli enti pubblici che si occupano del turismo della provincia di Aragón?

Siamo molto autonomi da questo punto di vista. Il supporto si concentra maggiormente nel nord Aragòn per un turismo ugualmente verde ma più montano rispetto al nostro.

Qual è il valore aggiunto del servizio di ristorazione e alloggio nel vostro territorio rurale?

Chi viene dalla città si accorge immediatamente del silenzio che circonda la struttura e noi come ospitanti trasmettiamo questo in qualsiasi memento della giornata lavorativa.

A volte capiamo che dobbiamo spegnere lo schermo della tv e questo provoca sensazioni di libertà e benessere come al rientro da camminata.

Come ultima domanda, chiedo quali consigli daresti a chi piacerebbe lavorare nel turismo verde e come crede che si evolve la clientela?

Consiglio di avvicinarsi il prima possibile al turismo verde ma non come unica alternativa di sbocco per trovare occupazione nel mondo del lavoro. Questi sono anni in cui la politica internazionale si concentra per l’attuazione di piani volti a decrescere l’inquinamento e il surriscaldamento globale, tante sono le iniziative e gli incentivi. L’adulto di oggi è maggiormente responsabile e le nuove generazioni come i “mochileros” si avvicinano sempre di più al turismo verde. La clientela cambierà tra 5 anni. Credo di vedere più giovani escursionisti che viaggiano su lunghe distanze con mezzi ecologici e quando alloggiano in strutture ricettive come il Lifara pretendono il silenzio più assoluto.

 

I Giovani mochileros

 


Sono tanti i fenomeni che stanno creando l’immagine del turismo verde a partire dalla fuga delle città sovracaricate di turisti, il desiderio del viaggio esperienziale, l’economia condivisa e l’informazione del web che è più attenta e stimola la scelta di destinazioni alternative.

Il percorso del flusso turistico sta cambiando, parte dalle città d’arte e dai borghi storici ormai quasi maturi sino ad arrivare in ambienti piccoli, accoglienti e immersi nella natura. Il turista si affeziona alla tipicità locale, vive l’esperienza condivisa con gli abitanti del paese ormai diventato inevitabile.

Questo è il lato sociale del turismo locale fatto di consigli, raccomandazioni e suggerimenti per far vivere al meglio la loro vacanza.

La ricostruzione del prodotto turistico verde italiano concentrato anche nei parchi che hanno un valore storico, archeologico e architettonico è ancora poco conosciuto. Questo è sempre stato messo in terzo piano ma oggi il concetto del turismo è legato non solo all’ambiente naturalistico ma anche alla cultura locale e si potrebbe arrivare alla profonda conoscenza di queste località anticamente considerati luoghi di scambi culturali e insediamenti tutt’ora in buono stato. Ecco il punto delicato dell’espansione del fenomeno ecoturistico, potrebbe avere l’effetto opposto diventando località di massa e di libertà d’uso.

Il turista solitario, gli escursionisti, la massa e infine la folla sarà ospite di grandi territori verdi dove l’immensità del patrimonio storico e naturalistico sarà l’oggetto di rispetto sociale e ambientale.

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