Chi sono i “solo travellers”? In viaggio da soli

Per tutti l’importante è il viaggio, non la meta

 

L’ultima frontiera del viaggio è la vacanza solitaria: sempre più persone decidono di intraprendere un’avventura da sole, in cerca di sé stessi per le strade del mondo. Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare un’idea bizzarra e poco allettante, adesso fa tendenza. Troviamo uomini e donne single alla ricerca dell’anima gemella, partner stufi di aspettare il compagno pigro, giovani in cerca di avventure e over 65 che si dedicano al meritato riposo post pensione. Questa tendenza ha preso il nome di solo traveller”, il cui scopo è esplorare nuovi posti in modo da conoscere un luogo, un popolo, un continente in maniera più profonda. Uno studio ne conferma i benefici: viaggiare da soli fortifica l’autostima e la capacità di apprendimento, i pensieri diventano più flessibili e la mente più libera. Stimola la riflessione e la scoperta di sé, è il modo migliore per lavorare su sé stessi. La ricerca è stata condotta su un campione di 24 partecipanti al rientro di una vacanza in solitaria di 9 giorni circa e tutti hanno confermato di essere più che soddisfatti. Non dover dipendere da nessuno, seguire i propri ritmi, essere liberi di fare ciò che si vuole senza l’ansia della pianificazione e scegliere da soli cosa fare e non, sono solo alcuni dei vantaggi elencati dai “solo traveller”.

 

solo travellersLe cause di questo fenomeno sono lo specchio del cambiamento dei tempi secondo Francesca Di Pietro, travel coach e fondatrice del sito viaggiaredasoli.net. Succede perché le famiglie unipersonali (definite dall’Istituto di Statistica) sono aumentate del 10% in 10 anni, dati Istat alla mano. A causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’incremento delle separazioni, il numero delle persone sole cresce in tutta Italia. Inoltre, sono cambiate le abitudini delle persone: chi vuole fare un’esperienza nuova, chi non riesce a far coincidere le ferie con quelle del partner e chi viaggia in periodi insoliti. Per questo motivo le vacanze in solitaria spopolano, facendo la fortuna di portali online e operatori specializzati che hanno costruito il loro successo sull’ossimoro delle vacanze di gruppo per singoli. Nel senso che chi parte, non conosce nessuno e in questo senso è “solo”.

 

Ma chi è il viaggiatore solitario? È colui che tende a scegliere viaggi ricchi di attività ed esperienze uniche e irripetibili. Per chi ama i viaggi spirituali, c’è anche la possibilità di partecipare ai cosiddetti “retreat”, dove il tema è quello di uscire dalla propria area di comfort. Ogni giorno si sperimenta una nuova area, tramite attività come trekking, diving o surf, per capire quali sono i propri limiti di comfort. Si lavora molto sulle emozioni e sulle sensazioni provate. Di solito, l’età media dei “solo traveller” va dai 18 ai 35 anni e nel 60% dei casi sono uomini, anche se il trend è in crescita anche tra le donne. Insomma, si viaggia soli, ma non lo si è mai veramente; quello che conta è fare il viaggio giusto al momento giusto.

 

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