Nuovi turismi: the shopping tourism

Negli anni recenti lo shopping tourism (o turismo dell’acquisto) si è prepotentemente affermato sulla scena economico-internazionale come il comparto turistico caratterizzato dal più alto tasso di crescita al mondo e da una profonda diversificazione.
La possibilità di vivere un’esperienza d’acquisto al di fuori della propria quotidianità, diversa in termini di contenuti e soprattutto di destinazione, sta facendo sì che lo shopping sia un fattore decisivo al momento della scelta della meta e, in alcuni casi, persino la ragione principale del viaggio.

La stessa Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), agenzia specialistica delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello mondiale, considera questo nuovo tipo di turismo fra quelli di cui occuparsi con la massima attenzione, e lo ritiene uno dei volani che contribuirà allo sviluppo economico e alla creazione di lavoro nel mondo, sia nei mercati già affermati che in quelli emergenti.

Nel 2014 l’UNWTO rilascia un primo report esclusivamente dedicato allo shopping tourism che illustra nel dettaglio le ultime tendenze del turismo dell’acquisto con particolare riguardo ai mercati emergenti del Brasile e della Cina, offrendo altresì una nutrita serie di casi studio ed alcuni consigli pratici per la promozione di una destinazione a fini di shopping.
Nel gennaio 2015 organizza la prima Conferenza Internazionale sul Turismo dello Shopping, cui ne segue una seconda a gennaio 2106, durante le quali vengono presentati approfondimenti da parte di stakeholders sia pubblici che privati.

Shopping Tourism a RomaE l’Italia come vive questa nuova forma di turismo importata, manco a dirlo, dall’America?
Già sul finire del 2013 Tourism Review evidenziava come l’Italia figurasse al primo posto fra le destinazioni dello shopping tourism in virtù del potere del “Made in Italy”, riconosciuto universalmente come marchio di prodotti di alta qualità. E probabilmente non è nemmeno un caso che l’immagine di copertina del succitato report rappresenti la Galleria Vittorio Emauele II di Milano, città tradizionalmente identificata come capitale mondiale della moda e del lusso.

In termini concreti, se cerchiamo su Google Francia “shopping en Italie”, appare una profusione di risultati che rimandano direttamente allo shopping in ogni angolo del nostro Paese, dalle città più famose a quelle che non ti aspetti, come Riccione, citata in questo caso solo per le firme presenti in Viale Ceccarini!
Effettuando la stessa ricerca su Google UK le risultanze sono completamente differenti: i link a nostri siti locali sono quasi assenti, i rari post riguardano più che altro le occasioni d’acquisto a Milano, Roma e Venezia, ed è più facile reperire informazioni su come non farsi raggirare da falsi prodotti Made in Italy che non informazioni vere e proprie per il turista britannico che desideri visitare il nostro Paese unicamente per far compere.

Sul versante italiano è tutto un proliferare di siti che si occupano di organizzare shopping tours per ogni tasca e categoria merceologica, tendenza che ha portato addirittura alla nascita di agenzie specializzate esclusivamente in questo ambito allo scopo di supportare i turisti nell’acquisto di prodotti enogastronomici, oggettistica artigianale, accessori di moda o beni di valore più elevato, tutti rigorosamente Made in Italy certificati.

La mia attenzione è stata però attirata dal sito www.guidemeright.com/it per l’originalità dell’approccio: lo slogan del sito “Vivi la città con una persona del posto” esprime già la filosofia di questo portale attraverso il quale “Local friends” che conoscono il proprio territorio si mettono a disposizione del “Guest” per un’esperienza di visita non standardizzata ma autentica, immersa nella realtà locale e assolutamente non uniformata al turismo di massa.
Ecco quindi che in tema di shopping&vintage nella zona di Milano viene ad esempio proposta “La nascita del Made in Italy – Chiacchierata con Gianni Marangoni, direttore artistico del GED Fashion Institute”, anche in lingua inglese e a costi assolutamente contenuti.

Parlando di turismo dell’acquisto non si può infine ignorare un fenomeno che negli ultimi anni ha trovato in Italia terreno assai fertile per sviluppo e attrazione di investimenti e visitatori: gli outlet.
Nati negli Stati Uniti nel 1995 come evoluzione degli spacci aziendali con lo scopo di vendere ad un prezzo inferiore i capi fallati o gli avanzi delle collezioni precedenti, sono approdati in Italia nel 2000 con il Serravalle Outlet di Mc Arthur Glenn e attualmente l’Italia è la seconda nazione europea per numero di outlet presenti sul territorio.

Da allora fare acquisti in un outlet è diventato un trend costante e diffuso perchè consente alla maggior parte degli acquirenti di accaparrarsi capi e oggetti firmati e prestigiosi (anche se appartenenti a collezioni precedenti). E i visitatori stranieri contribuiscono in alcuni casi al fatturato in una percentuale pari al 50% del totale (se non oltre), il che ci riporta all’importanza dello shopping tourism come fattore di traino in termini di crescita economica per il turismo tradizionale dei soggiorni e della cultura, che ovviamente ora possono abbinarsi anche ad un’esperienza di acquisto.


Per approfondimenti: http://www.shoppingtourismforum.it/ 

Foto di Alessandra Caneva
Condividi su...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *