Legge Salva Borghi: cento milioni per i Piccoli Comuni a favore del Turismo

Dopo una travagliata elaborazione durata 16 anni, la Legge sui Piccoli Comuni è stata approvata a fine Settembre in via definitiva. Praticamente unanime il voto al Senato (205 sì, 2 soli astenuti), l’insieme di norme che dovrebbe salvare, tutelare e provare a rilanciare i borghi italiani, vero tesoro del nostro Paese.

Parliamo di numeri: 100 milioni in tutto da qui al 2023: 10 milioni per il 2017 e poi 15 ogni anno dal 2018 in poi.

La Legge punta al sostegno dei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti e dei territori montani e rurali. Contiene misure che interessano 5.585 comuni, circa il 70% dei 7.998 comuni italiani, oltre il 50% del territorio nazionale. Ci vivono oltre 10 milioni di cittadini, il 16,59% della popolazione italiana.

Un’eccellenza che è anche enogastronomica: nei borghi vengono prodotti il 93% delle Dop e degli Igp accanto al 79% dei vini più pregiati.

Il provvedimento approvato contiene interventi di manutenzione del Territorio e di prevenzione del rischio idrogeologico. Si prevedono la messa in sicurezza di strade e scuole e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; l’acquisizione e riqualificazione di terreni ed edifici in abbandono, di case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; la realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici; la possibilità di acquisire binari dismessi e non recuperabili alle ferrovie da utilizzare come piste ciclabili.

Si sollecita poi lo sviluppo di nuovi servizi: è prevista ad esempio la possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali. Arriverà la facoltà di istituire centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, oltre che per attività di volontariato e culturali. Via libera a interventi in favore dei residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli comuni, alla promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta e al loro utilizzo anche nella ristorazione collettiva pubblica.

Coldiretti ha affermato a questo proposito che «tre piccoli comuni su quattro sono il territorio di riferimento per gli allevamenti destinati a produrre formaggi o salumi Dop, mentre nel 60% si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i pregiati extravergini riconosciuti dalla Ue».

Il Piemonte, spiega la Coldiretti, è la regione con il maggior numero di piccoli comuni (1.067), seguito dalla Lombardia (1.055) e dalla Campania (338) ma in percentuale la più alta densità è in Valle d’Aosta (99%) e Molise (92%).

 Prodotti locali dei borghi come motore del turismo

Tanti borghi danno il nome a specialità Doc: dal Puzzone di Moena al Sedano bianco di Sperlonga, dal carciofo di Montelupone al vino di Gavi, dai maccheroncini di Campofilone al Taleggio al Vin santo di Vigoleno, fino al vino Loazzolo.

Fare turismo partendo dalle risorse locali e creando una rete di sinergie. Il concetto ed il valore di agriturismo, la qualità e la garanzia dei prodotti a km 0, la valorizzazione territoriale attraverso le risorse naturali, i beni paesaggistici ed architettonici, la cultura. Sono questi gli argomenti sempre piu’ alla ribalta per creare quello che viene chiamato turismo sostenibile.

L’obiettivo è creare giuste sinergie per far sì che un Territorio rientri in un sistema più articolato di tour e viaggi culturali e di scoperta di luoghi incontaminati, con la conoscenza delle realtà agrituristiche.

Alla base del progetto Agriturismo, evoluzione e arricchimento dell’azienda agricola, si parla di prodotti a metro zero, non a chilometro, ed è da qui che è importante partire per fare turismo, dalle nostre garanzie di qualità altissima dei prodotti locali.

Mettere insieme cultura ed enogastronomia aiuta la riscoperta dei nostri territori ed a rientrare in un progetto più grande di turismo integrato.

 Un esempio: la Strada dei vini
Puntare alla promozione delle eccellenze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, questo è l’esempio della Strada dei Vini. Si muove in questa direzione la Strada dei Vini per promuovere il territorio: una terra ricca di attrattive turistiche come originale connubio tra i colori, la magia e le tradizioni dei luoghi più rappresentativi in armonia con i vini e le specialità gastronomiche.

L’obiettivo, con l’istituzione della Strada dei Vini, è quello di far conoscere a tour operator, turisti e giornalisti specializzati la prestigiosa produzione enologica e l’offerta enoturistica di qualità dei suoi territori e dei suoi associati.

 

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