Dialogo tra architettura e paesaggio: il valore aggiunto di una destinazione

Vivere la natura  come parte del soggiorno è uno degli obiettivi primari del turista di oggi. Tuttavia, nell’idea tradizionale di alloggio alberghiero, l’esperienza con l’ambiente circostante e con le caratteristiche culturali e paesaggistiche di un determinato territorio si riduce all’uso diversificato di materiali naturali o, più semplicemente, alla vista del paesaggio attraverso una finestra.

Il turismo dovrebbe mirare a regalare un’esperienza unica e autentica, data dal contatto tra turista e territorio, anche nelle principali località turistiche. Lo scopo primario di una destinazione deve essere quello di emozionare il turista mettendo in risalto le proprie caratteristiche paesaggistiche, culturali e storiche.

Il nuovo turista cerca infatti l’autenticità dei luoghi che visita. Quando sceglie la propria vacanza, non compra più un territorio, ma le esperienze, le attività ed emozioni che può coltivare in esso.

Il valore aggiunto è la chiave del successo di una destinazione: ciò che è necessario fare è il salto di qualità dal territorio alla destinazione, da questa al prodotto e dal prodotto all’esperienza.
Solo in questo modo sarà possibile intercettare e soddisfare pienamente il turismo emozionale.

In che modo l’architettura può migliorare l’esperienza territoriale associata al concetto di ricettività di una destinazione turistica?

L’architettura colpisce tutti coloro che si trovano in uno spazio vitale o che si muovono all’interno di uno spazio urbano. Quando creiamo il nostro spazio in cui vivere mettiamo in atto un vero processo di progettazione. Analogamente, quando ci spostiamo all’interno di una città, quando utilizziamo le infrastrutture, quando ne consumiamo i prodotti, diventiamo co-creatori di una città e del suo paesaggio.

Anche il turista diventa parte dell’evoluzione di una destinazione, contribuendo alla pianificazione strategica, alla tutela e valorizzazione del patrimonio, alla progettazione dello spazio per il tempo libero e all’innovazione delle tecnologie ambientali. In questo modo spinge indirettamente le destinazioni a ulteriori saperi che contemplino la geografia, l’antropologia, l’economia e la sociologia.

Sul piano ambientale, la sostenibilità e l’efficienza energetica costituiscono sempre più elementi di impostazione degli standard architettonici delle strutture ricettive.

Fino ad oggi la preoccupazione per la sostenibilità nell’architettura si concentrava quasi esclusivamente sul consumo ridotto di energia, ma, fortunatamente, ci si sta rendendo conto che anche la conservazione della topografia è un aspetto molto importante della sostenibilità e merita la dovuta attenzione.

Tra le forze trainanti del trend che vede il connubio tra architettura e turismo, troviamo la ricerca di una vita sana, una crescente consapevolezza riguardo alla cultura e all’ambiente naturale in cui viviamo e all’importanza di salvaguardare i nostri territori e le peculiarità dei nostri luoghi.

Il processo di costruzione standard richiede la deturpazione del sito, per poter lasciare spazio alle fondamenta ancora prima che la costruzione vera e propria abbia inizio. L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare strutture ricettive  che esistono in armonia con il paesaggio di cui sono parte. E ancora, di utilizzare strutture già esistenti soprattutto se parte integrante dell’ambiente naturale e culturale in cui si trovano.

Avete mai sentito parlare di landscape hotel?

Emerge come una opportunità di offrire una esperienza di straordinaria bellezza naturale con il minimo intervento, spesso permettendo di vivere esperienze che altrimenti sarebbe difficile vivere.

Il primo landscape hotel è il Juvet Hotel, innovativo perché già dalla sua nascita non accatastava le camere in unico grande edificio, ma le distribuiva in tutta la riserva naturale di cui è parte, sotto forma di piccole case indipendenti. La sua idea di base era infatti quella di preservazione del sito.

Il progetto nasce con l’idea di dare vita a stanze senza limiti, come il paesaggio esterno, e che fossero parte dell’ambiente circostante senza che questo venisse deturpato o modificato.

Sono tanti oggi i landascape hotel che offrono esperienze uniche a stretto contatto con la natura. Tra questi il Treehotel in Svezia, il Buubble in Islanda, e via a sbizzarrirsi per l’Europa e l’Oltreoceano.
Noi vi invitiamo in Piazza Carlo Alberto a Torino dal 12 al 22 ottobre, per raccogliere ispirazioni per la ricettività del futuro.

Camera con vista: immaginare la ricettività del futuro

La Regione Piemonte ha infatti lanciato quest’anno la prima edizione del Premio Internazionale Camera con Vista, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte insieme alla Fondazione per l’Architettura/Torino.
Appellandosi alla creatività di professionisti, studenti e appassionati, ha invitato all’elaborazione di idee e suggestioni sui temi dell’abitare e dell’ospitalità facendo riferimento ai paesaggi più caratteristici del Piemonte. Attraverso la creatività, la ricettività piemontese viene inserita, ad esempio, in stanze invisibili che riflettono e proseguono il paesaggio in cui sono inserite, o ancora l’#agricamera facilmente trasportabile e adattabile al paesaggio piemontese, che permetta di valorizzare il paesaggio, fungendo inoltre da strumento di sostegno per le aziende agricole che vorranno prenderne parte.

Sempre più spesso, quando si parla di destinazione, si parla di turismo. Una destinazione è un luogo e come tale, deve essere importante per i suoi abitanti, per la società che dà vita a quel luogo. Camera con vista vuole incentivare anche alla consapevolezza su argomenti importanti per il Piemonte, tanto tra i professionisti quanto tra i cittadini e a questo scopo dà il via alla terza edizione del gioco-concorso “Dopo l’Unesco io Agisco“.

 

Vista sul Piemonte – Alessandro Colonnetta per Camera con vista

Un punto di vista privilegiato, un belvedere da cui è possibile ammirare uno sguardo d’insieme, non verosimile ma immaginifico, il Piemonte. Se si potessero raggruppare dentro un unico sguardo alcune caratteristiche distintive del Piemonte, penso che questo potrebbe essere uno dei risultati.

 

L’architettura come marketing di destinazione

L’architettura può aiutare la salvaguardia ambientale nonché il grado di differenziazione della struttura ricettiva. Può rafforzare il posizionamento dell’albergo rispetto alla concorrenza e stabilire le aspettative dei turisti in arrivo.

È questo un buon esempio di servicescape, che costituisce nel turismo una componente centrale nella proposta di valore. Specialmente in rapporto a ciò che definiamo archinatura esso può essere utile nell’esprimere la versatilità dello spazio naturale in cui si svolge il servizio turistico.

L’architettura deve far parte di un processo di sviluppo che investa sulla valorizzazione delle identità locali, sull’attenzione per l’ambiente e l’arredo urbano.

L’architettura può essere uno strumento utile per la creazione di sensazioni e di situazioni tipiche del paesaggio, al fine di raggiungere il principale obiettivo di un territorio rurale: quello di garantire un elevato grado di soddisfazione nell’insieme dei servizi che concorrono al soggiorno.

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