Circuito di micro-eventi: possibile strategia di destagionalizzazione?

L’evento, per usare le parole del filosofo Slavoj Zizek, porta un cambiamento profondo e condiviso, una rottura delle trame quotidiane, in cui cambia la realtà e il parametro col quale misuriamo i fatti del cambiamento stesso.

L’evento è il punto di svolta che modifica il campo all’interno del quale i fatti avvengono.

Gli eventi costituiscono anche la forza trainante del turismo, sono un volano per il rilancio dell’immagine di un territorio e incrementano la competitività di una destinazione.

La ricorrenza e la durata nel tempo, la qualità degli eventi proposti sono i fattori di motivazione di un viaggio e sono utili strumenti di fidelizzazione del turista.
Sono queste le caratteristiche che li rendono fondamentali e necessari all’interno del piano di sviluppo di un territorio.

L’incontro tra offerta e territorio, manifestato spesso con festival ed eventi, rappresenta un importante stimolo per lo sviluppo di nuove forme di turismo e pone solide basi per la nascita di servizi accessori, quali alberghi, ristoranti, sistemi di trasporto e servizi in genere, con effetti positivi e a lungo termine su fattori economici, sociali e culturali.

Pianificazione e continuità degli eventi sono elementi di fondamentale importanza per la promozione di nuove mete e destinazioni e nella spinta verso la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

La destagionalizzazione, ovvero la rimozione di fluttuazioni di carattere stagionale, da attuarsi mediante strategie basate sull’interazione tra turismo e ambiente

  • permette la rottura della routine apertura-chiusura tipica delle strutture ricettive,
  • disincentiva la scelta di aumento dei prezzi come soluzione ai costi fissi,
  • mette fine allo sfruttamento incontrollato delle risorse in alta stagione favorendo la sostenibilità.

Un caso studio

Vogliamo riportare come esempio di destagionalizzazione la rete di micro-eventi nata nell’entroterra sardo.

Lo scopo è lanciare una nuova immagine della Sardegna, quella più autentica, lontana dal turismo di massa dei mesi estivi, e di permettere al turista di scoprire caratteristiche uniche dell’isola ancora poco conosciute.

Tuffiamoci allora nel più profondo dei suoi mari, quello delle tradizioni, dei colori dei suoi costumi, della genuinità dei suoi prodotti e scopriamolo con Autunno in Barbagia, circuito tra i borghi dell’entroterra gestito dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’ASPEN in collaborazione con l’amministrazione comunale dei borghi partecipanti all’evento.

Autunno in Barbagia è una rete di micro-eventi atta a promuovere le eccellenze alimentari, le tradizioni e gli antichi mestieri del cuore della Sardegna. Un Festival a tutto tondo che promuove un fuori-stagione per tutti i gusti e, possiamo dire, per tutti i sensi:

il profumo del mosto, le note dei Tenores, la morbidezza delle colline dei vigneti, il gusto della ricotta, in una cornice naturalistica unica al mondo.

Un valido tentativo di destagionalizzazione e a dimostrarlo non è solo l’estensione temporale sempre crescente dell’evento, ma anche l’aumento del numero dei borghi partecipanti. In questa nuova edizione si inseriscono quattro nuovi borghi, per un totale di 32 appuntamenti. Fino a dicembre si aprono le porte, o meglio i cortili (da Cortes Apertas nome originale dell’evento, nato a Oliena) delle antiche dimore dell’isola.

I viaggiatori hanno l’opportunità di acquistare veri e propri pacchetti esperienza: non solo vedere fare il formaggio, assaggiarlo e comprarlo, ma anche immergersi nella vera essenza della Sardegna, assaporare il senso del tempo che si è fermato e vivere rituali che ancora oggi scandiscono la vita di ogni giorno.

Il modello proposto da Autunno in Barbagia ci piace perché

  •  affianca il turismo di destinazione a un turismo di motivazione ed esperienziale. Un turismo che si spinge ben oltre il soggiorno in un luogo e che risveglia la creatività delle comunità e l’interesse del turista per ciò che vive;
  • mette in connessione imprese, territorio e società.  In questo modo stimola lo sviluppo di nuovi pacchetti turistici e favorisce il progressivo aumento dell’offerta turistica;
  • mette in vetrina prodotti a km zero – che raramente varcano i confini dell’isola perché prodotti su piccola scala, indice di alta qualità, musica, teatro, esposizioni e mostre;
  • aiuta lo sviluppo di nuove risorse economiche e potenzia quelle esistenti;
  • mette in armonia accoglienza e professionalità. Sono questi gli eventi che portano le comunità ad acquisire nuove conoscenze, a sviluppare specifiche competenze a livello organizzativo, nella gestione della sicurezza, dell’ospitalità e della pianificazione dei servizi e delle attività.
  • contribuisce all’incremento progressivo dell’offerta e della qualità dei servizi proposti;
  • crea un forte senso di appartenenza al territorio. Rinnova l’amore e la passione per la propria cultura, sentimenti che se trasmessi al turista diventano strumenti di marketing di elevata efficienza;
  • promuove un prodotto turistico alternativo e complementare all’offerta marino-balneare, attirando nuovi flussi turistici.

La buona riuscita di un evento innesca un circolo virtuoso che porta la comunità, l’amministrazione e gli attori coinvolti a pensare subito all’edizione successiva, migliorandosi progressivamente. Ne giova la produttività locale e l’immagine del paese ospitante come destinazione turistica.

E’ un esempio di piccolo hallmark per i paesi che lo ospitano, che ha tutti i presupposti per poter attirare sempre più turisti italiani e stranieri,

una strategia win-win di forte impatto per i borghi partecipanti e per i visitatori:

  • crea ricchezza, grazie al richiamo di un pubblico sempre maggiore;
  • contribuisce positivamente all’immagine della destinazione e al mantenimento e alla valorizzazione delle tradizioni,
  • accoglie un turismo di nicchia, fatto di persone che cercano sapori e posti di pregio, per fargli vivere un’esperienza di valore.

Un modello da imitare, da esportare fuori dai confini dell’isola, e perché no, dall’Italia, come motivazione e incentivo di sviluppo per altri territori.


Nella foto: Bouganvillea in fiore, dipinto olio su tela 30x40 di Clelia Piredda, realizzato dal vivo durante Autunno in Barbagia - Dorgali.
Il sito di Autunno in Barbagia: www.cuoredellasardegna.it
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